Recensione di “Le cose ultime” della giuria del premio Italo Calvino

This is the review of the jury of the premio Italo Calvino of my first attempt of a novel; sorry, it’s in Italian!

Questa è la recensione del mio primo tentativo di racconto, “Le cose ultime”, che ho inviato alla edizione 2009 del premio Italo Calvino. Beh, non mi sembra proprio malaccio per un primo racconto!

PREMIO ITALO CALVINO – Edizione n. 22

Nel pianeta delle isole dei più o meno famosi e, in generale, della pessima televisione un racconto in cui si svolgono delle lezioni di filosofia tenute alla Sorbona di Parigi è un vero balsamo sulle ferite dell’intelletto. Il maggior pregio del racconto è proprio la presenza di frammenti di lezioni di fenomenologia tenute da un professore incaricato (“post-doc”) che cerca, invano, di convincere i suoi perplessi studenti del valore della fenomenologia – e di conseguenza della filosofia – nella nostra vita (più o meno quotidiana).

Come accade a molti filosofi, il protagonista della scena accademica è un uomo solitario, impacciato nella vita di relazione per quanto desideroso di intrattenere rapporti affettivi o sentimentali con i suoi simili. La sua ancora di salvezza è un’allieva la quale, incuriosita dal giovane e un po’ eccentrico docente, fa inizialmente amicizia ed è in seguito coinvolta quasi suo malgrado – è gay – in una relazione amorosa. Il mondo che il ricercatore scopre attraverso la sua amica lo guida in una evoluzione spirituale fuori dalle aule universitarie, che si rivelano ora troppo anguste e conservatrici per una mente davvero speculativa, e lo orienta verso la politica, in un servizio rivolto ai cittadini e sicuramente in linea con i suggerimenti veri della filosofia. Una scelta apparentemente incoerente è al contrario il naturale sviluppo intellettuale di uno spirito libero.

Lo stile è molto brillante e convincente nelle lezioni di filosofia: chiunque avrebbe desiderato incontrare un insegnante tanto capace, originale negli esempi e coerente nelle argomentazioni. In effetti, quello che costituisce il maggior pregio del racconto ne è anche il maggior limite dal momento che lo stile professorale tende a proiettarsi anche sul resto della narrazione raffreddando un po’ i dialoghi e la caratterizzazione dei personaggi che restano a tratti un po’ opacizzati.

Il Comitato di Lettura

Comments
3 Responses to “Recensione di “Le cose ultime” della giuria del premio Italo Calvino”
  1. Grande Pietro!!!
    direi un giudizio veramene azzeccato ed anche molto stimolante per te!

    TUTTI I MIEI COMPLIMENTI!!!

  2. laura livi says:

    Pietruzzo, lo sapevo che sei un capoccione!
    Bravo, continua così! Aspetto il prossimo racconto…

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